lunedì 9 aprile 2018

Enrico Ruggeri

La più bella canzone del Festival di SanRemo di quest'anno, che chiaramente NON ha vinto. Ma il testo che la sorregge è una poesia luminosa ed esemplare, scritta dal grande Enrico Ruggeri e dedicata a David Bowie. Un piccolo capovaloro, da groppo in gola.



Passano come rondini Possibilità e utopie Volano senza redini Come libere armonie E non conosco più leggi di gravità Ostacoli e complessità Raggiungo un’altra dimensione Se chiudo gli occhi vedo l’infinito in me Supero i miei limiti più di quanto immagini Tu stai parlando a una persona che non c’è Silenziosa anima che questo sole illumina I see the towns – I see the mountains Here in my heart – Fuori dal tempo A new fronteer – Another game to play Passano vecchie immagini Indelebili su di noi Restano frasi e musica E quel battito sentirai Io non capisco più certe meschinità Le misere mediocrità Io vivo un’altra dimensione Se chiudi gli occhi vedi l’infinito in te E superi i tuoi limiti più di quanto immagini Ti accorgerai che un mondo spirituale c’è Fuoco dentro all’anima che tutto intorno illumina I see the towns – I see the mountains Here in my heart – Fuori dal tempo A new fronteer – Another game to play I see the towns – I see the mountains Se chiudo gli occhi vedo l’infinito in me Supero i miei limiti più di quanto immagini Down down, I see the wall falling…

mercoledì 10 gennaio 2018

Alfredo Stori

Ho la sensazione subliminale
che lo scontrino dell'ipermercato
abbia esuberi incontrollati
in prodotti precotti, preconfezionati
gossip ed essenzialmente inutili.

Soffro di distrofia da zapping,
naufragando di spot in spot.

giovedì 14 settembre 2017

GIUSEPPE MURATORI

Forlivese, classe 1932, Muratori è il classico poeta che si autoproduce da oltre vent'anni, fedele alla Filograf, la tipografia di Forlì a cui affida le sue opere. Le sue, più che poesie, sono epigrammi, piccole macchie di colore scagliate qua e là. Queste sono tratte dal volume "Corrono i giorni", prefato dal Prof. Andrea Brigliadori, noto letterato locale, scomparso tre anni fa.


Tutti i giorni al mulino del tempo
scambi il tuo grano con farina


sei felice, e ti chiedi
come può più di te durare il tempo


corrono i giorni, come degli automi
indifferenti ai tuoi capelli bianchi

martedì 14 febbraio 2017

PETER RUSSELL





A volte penso che tutto sia perduto,
Che questa fatica sia solo uno spreco di tempo.
I ricchi e i famosi la fan franca col crimine,-
Io ho speso tutto il mio per la poesia, ad un costo
Che la gente considera folle. Pochissimi
Immaginano, a dir tanto, le pretese del Sublime,
E ancor più raro è chi ravvisi in una rima
L’Estasi diagnosticata da Longino.


Gli ininterrotti Talk-Show del Parlamento
cambiano la sudata cultura in spettacolo,
Dettan legge pubblicità e profitto,
Tutto è speso in distrazioni e lotterie, --
Son sano !”, sbotto, “e tutto il mondo è pazzo !”, --
Eli era cieco, ma Samuele udì il richiamo.








Sometimes I think that everything is lost
And all this labour just a waste of time.
The rich and famous get away with crime, -
I’ve spent my all on poetry at a cost
People consider crazed. A few, at most,
Imagine the demands of the Sublime,
And fewer still envisage in a rhyme
That Ecstasis Longinus diagnosed.


The non-stop Talk-Show of the Parliament
Turns hard-won culture to a spectacle,
Publicity and profit ruling all,
All on amusement and the Lottery spent, --
I’am sane” I boast, “And all the world’s a fool”, --
Eli was blind, but Samuel heard the call.


Pratomagno
16 January 1999













domenica 8 gennaio 2017

MICHELANGELO BUONARROTI


Michelangelo Buonarroti era anche un ottimo poeta. Il grande genio fiorentino viene ora scoperto come tale grazie ad un volume, "Michelangelo Buonarroti - Rime e Lettere", recentemente edito da Bompiani. Ecco tre estratti dal libro.


LA NOTTE, Silloge 37

Caro m'è il sonno, e più l'esser di sasso,
mentre che'l danno e la vergogna dura:
non veder, non sentir m'è gran ventura:
però non mi destar, deh, parla basso.


UN UOMO IN UNA DONNA, Rime 235

Un uomo in una donna, anzi un dio
per la sua bocca parla, ond'io per ascoltarla 
son fatto tal, che ma' più sarò mio,
l'credo ben, pò ch'io a me da lei fu tolto,
fuor di me stesso aver di me pietate;
sì sopra 'l van desìo mi sprona il suo bel volto,
ch'io veggo morte in ogni altra beltate.
O donna che passate per acqua e foco, 
l'alme a' lieti giorni, deh, fate c'a mè stesso
più io non torni


RIME COMICHE, 5

L'ho già fatto un gozzo in questo stento,
come fà l'acqua a' gatti in Lombardìa
o ver d'altro paese che si sia,
c'a forza 'l ventre appicca sotto 'l mento.
La barba al cielo, e la memoria sento
in sullo scrigno, e 'l petto fo d'arpìa,
'l pennel sopra 'l viso tuttavìa
mel fa, gocciando, un ricco pavimento.
E' lombi entrati mi son nella peccia,
e fò del cul per contrapeso groppa,
e' passi senza gli occhi muovo invano.


martedì 11 ottobre 2016

GIOVANNI ANTONELLI

Oggi è stato ristampato come "Il libro di un pazzo", Giometti & Antonello - Macerata 2016.

"Alla Moneta"

Ti disprezzo, o vilissima moneta,
fonte maggior d'ogni sozzura umana;
la tua disprezzo onnipotenza vana,
coi tuoi cordardi principi di creta.
La tua scomparsa è l'agognata mèta
de' precursor dell'ora non lontana;
da me lungi, o strisciata, empia ruffiana,
va lungi dall' anarchico poeta.
Sì, ti disprezzo: sol di spirto io vivo
e di virtù mi pasco alte e veraci
e i sollazzi da te concessi io schivo.
Quel giorno in cui sotterra giacerai
di valor priva, splenderan le faci
del gran riscatto, che osteggiando vai.